sabato 11 dicembre 2010

Regolarmente votato alla fine

Stasera non ho ancora ripreso una perfetta tenuta psico-fisica. Non dormire per una notte per una propria scelta, mista ad ansia e tensione, è diventato insostenibile. Oggi ho concluso con il 1° parziale di Comunicazioni elettriche A un lungo lasso di tempo passato a rincorrere le ore, o meglio a cercare di andare più veloce di queste. Sono passati 10 giorni spesi a sfruttare ogni singolo momento che si presentava disponibile. Posso ben dire che il risultato è un inaspettato disorientamento dovuto alla stanchezza. Vorrei non dare l' impressione di voler ricostruire la lastra di un paziente portato, per sua natura, alla somatizzazione. Il dato che comunque pare evidente a me stesso è che la paura è in grado di abbattermi, di comprimere il mio stomaco. Gli effetti, rispetto a un tempo, hanno assunto più potere sul mio ego. Nonostante quanto detto, penso, e con questo contraddico il preambolo, che la paura di fallire e le conseguenti ansia, nervosismo, crampi alla stomaco, agitazione, rimangano una scelta personale. Il solo imputato colpevole del processo di auto-distruzione, in questo processo, sono io. Lascio che le reazioni più debilitanti si impadroniscano di me, che mi schiaccino. L' unica cosa che mi è rimasta ne è la coscienza. Di questo passo arriverò a condividere qualche canna con un mio compagno di corso a meno che riesca a trovare in tempo la soluzione del caso.
Più tardi, come merito per gli sforzi profusi, mi abbandonerò alla visione di Quarto potere. Sono impaziente. Certo è che i giorni che si spiegano davanti a me, adesso, sento che saranno pieni di mutamenti d' animo e anche a questi mi abbandonerò.

domenica 14 novembre 2010

Hymnus an das Leben

Alle porte di prove inframestrali mi risveglio da un sonno duraturo. Ho trascurato per molto tempo, troppo, la lettura. E' ora che questo intorpidimento sparisca. Come tutte le cose della vita è meglio attaccarle quando sono sul punto di essere compromesse che in fase terminale.Pochi istanti fa mi sono imbattuto su un aforisma che a prima vista mi era sembrato familiare, <<Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te.>>. Sono bastati due respiri di seguito: copia-incolla, Google, Wikipedia; il risultato: Al di là del bene e del male, un' opera di Nitzsche. Nei prossimi giorni avrò sotto mano quest' ultima e gli altri suoi scritti. Ho pensato di concludere con Le Rouge et le Noir di Stendhal, probabilmete il libro più apprezzato dallo stesso Nitzsche. Non escludo una correlazione tra questo estemporaneo interessamento e l' ultimo post che ho pubblicato. Mi rendo conto che la frequenza alla facoltà di ingegneria, ma soprattutto il mio coinvolgimento mentale ad essa (che non è niente di guadagnato), mi ha precluso conservare la consuetudine immutata fino al quinto anno delle superiori. Ho lasciato ancora senza terminarne la lettura Cent' anni di solitudine. Mi sforzo di credere che tutto ciò sia il frutto di tempi programmati male ma poi comprendo che la programmazione senza volontà non può partorire alcunchè. Una volta il mio maestro di filosofia si rivolse a me e i miei compagni di classe dicendo che le conoscenze che appartengono al genere umano sono talmente numerose che non basterebbe un' intera vita ad averne solo una idea superficiale ma che per quanto possiamo dovremo sempre tenere a mente questo fine anche se irrealizzabile. Forse gli scrupoli che il ricordo di quelle parole mi serba mi hanno spinto a fare di Wikipedia un utilizzo personale senza precedenti; soprattutto leggere le biografie di personaggi storici d' ogni settore è diventata una delle mie principali attività quotidiane. Questa è una stagione piena di spunti e di incipit, di curiosità approfondite. Aspetto con ansia quella della riflessione. Ora torno alla lettura di Marquez.

domenica 31 ottobre 2010

Adobe in modalità Lettura

Cercherò di non prendere in giro me stesso constatando che il tempo che riesco a dedicare a WOOO è davvero misero. Ad esso riservo soltanto la parte più marginale della settimana. Quando riesci a riflettere con chiarezza su qualcosa si dovrebbe avvertire un piacevole senso di compiacimento.A me scatena collera, adesso. Un misto di indignazione e rabbia(a volte anche di frustrazione) verso i ventenni che si considerano di nicchia, sempre pronti alla battuta da humor inglese, che vomintano di continuo intellettualismi e demenziali elucubrazioni, autoemarginantisi. Sono proprio quelli che si lamentano del proprio paese ricordando statistiche del tipo << non c'è da meravigliarsi: in Italia, in media, un persona non legge più di un libro l' anno >>(ma il problema non è l' Italia), dietro a ogni genere di musica alternativo, progressivo, underground,etc.(ma il problema non è la musica), che vanno controcorrente alias demonizzare pubblicamente (su social network) mostri sacri del cinema e della letteratura(ma il problema non è rappresentato dai mostri sacri del cinema e della letteratura). Sono gli stessi che incontrati di persona non sarebbero capaci di ripetere quello che scrivono ogni giorno, che non dimostrano di aver letto un classico contemporaneo, e non, alla settimana, che non mettono a frutto quanto hanno imparato, che si improvvisano detentori, e ostentatori, di una cultura di difficile comprensione per le << masse >>, elitaria, che vanno costruendosi nel completo, tuttavia, disprezzo verso gli altri. A quest' ultimi imputiamo la colpa di non raggiungere le cime di questi signori, di non aver letto qualche postumo di Bukowski, di aver perso una delle prime pellicole di Spike Lee, di non apprezzare "Merda d' artista" di Piero Manzoni, di stimare De Andrè e la sua musica perché loro sono e fanno il contrario di tutte queste cose. Il resto è composto di persone che ostruiscono la via dei suddetti e che possono aspettarsi dagli stessi soltanto una risposta sarcastica o finta tale, un ghigno quando il caso è particolarmente grave. Fossi nato più di 2000 e trecento anni or sono avrebbero rappresentato pienamente lo stile alessandrino,magari. Rifiutano ciò che disdegnano, rigettano il mondo in cui vivono le loro vite. Purtroppo anche io, come adesso, mi perdo, spessevolte, nel tentativo di scimmiotarli, di partecipare ai loro commenti, ai loro interessi. Me ne dispiace. Trovo compensazione a questo stato d' animo nel realizzare un mia presa di posizione. E se anche non dovesse rimanere tale sarà comunque un aver vagato intravedendo una luce, ma, senza scomodare pesanti metafore, anche come quando avvio un PDF con Adobe e mi accorgo un giorno che esiste una modalità, "Lettura", che mi permette di leggere meglio quello che prima riuscivo a leggere bene.

martedì 26 ottobre 2010

Γένεσις

Domenica 24 Ottobre 2010{Sto cominciando a sospettare di me stesso. Sono capace a scrivere in inglese mentre nell' inglese parlato riesco, ma con risultati poco incoraggianti. Riflettendo sul mio probabile futuro e, ancor più, sul mio immemore passato giungo alla conclusione che tenere traccia delle mie lente ore quotidiane, per poi riprenderle quando il tempo sarà passato velocemente, comincerò a farlo proprio da questo momento. L' inglese e l' italiano non differiscono di molto per me: anche nella mia lingua madre(calabrese escluso) trovo la mia migliore espressione nella scrittura, oggettivamente. Quindi ho intenzione di intendere WOOO come un sottospecie di diaro ad personam, non che questo mi faccia piacere. Il titolo che campeggia dopo il logo di blogger vuol essere una esemplificazione, o forse un augurio, dei frequenti cortocircuiti mentali a cui vado incontro, specie in questo periodo, all' età di 21 anni. Ho scomodato Wittgenstein per due ragioni: al momento ho trovato interesse in un singolare personaggio, Derek Jarman, regista cinematografico quanto uomo, e, poi, perché <<anche per il pensiero c' è un tempo per arare e un tempo per mietere>>. Jarman firma un' originale biografia del filosofo priva di ogni conformismo, di ogni banalità. L' ho vista tempo fa. Ho saputo di Wittgenstein più di quanto conoscessi prima. Confido, a tempo indeterminato, nell' approdo di quest' ultimo circa <<il linguaggio>>. Lontane da me l' idea e l' intenzione di trovare quei limiti di quest' ultimo che egli sentì di aver raggiunto. Le mie pretese sono infinitamente più basse anche se rimane infinita la mia ammirazione per la sua opera, per le vette che si trovò a sorvolare. Entro i miei limiti, rovescerò qui quanto il momento mi concede. Tutto sarà in funzione di una ricerca, nel senso più puro della parola, nella convinzione che per quanto poliedrico possa essere un individuo tutto quello che fa rimane uno scostamento da un centro. Spero di ritrovarmi un giorno nel limbo cristiano.}